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L’HENNÉ: CARATTERISTICHE E BENEFICI

10 agosto 2018

Ciao bellezze, oggi desidero parlarvi di henné e di erbe ayurvediche (curative e tintorie) che trovano il loro impiego prevalentemente nella tintura dei capelli. Desidero, infatti, porre maggior chiarezza su questo argomento mettendo a vostra disposizione le mie conoscenze maturate durante i miei 7 anni di sperimentazione sulla mia chioma.

COS’È L’HENNÉ?

La pianta, denominata a livello botanico lawsonia inermis, viene comunemente chiamata henna in persiano o henné in francese; complice la supremazia degli imperi coloniali, “henné” è la versione più usata oggi in Occidente.

La pianta deve il suo nome a John Lawson che nel 1709 la descrisse botanicamente. Essa fa parte della famiglia delle lythraceae e raggiunge le dimensioni di un arbusto, alto fino a un metro, con fiori bianco-rosa che sbocciano da maggio a luglio. Non ha spine e può vivere anche più di cento anni!

L’henné contiene il lawsone, una molecola colorante che si trova nella vena, la zona centrale della foglia.

Dalle foglie essiccate si ricava una polvere che può assumere le tonalità del grigio, del verde e del marrone intenso.

La lawsonia cresce in tutto il bacino del Mediterraneo, Asia Minore, India e Nordafrica, e in particolare nel Sahara, anche se pare che sia originaria dell’Iran. Per questo motivo esistono diverse varietà.

La storia dell’henné si incrocia con quella della cosmetica naturale e della farmacologia: conosciuto fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche e coloranti, venne molto utilizzato dagli egizi. Ancora oggi nelle mummie conservate in vari musei del mondo possiamo trovare tracce di henné sui capelli e sulle unghie di donne dall’alto rango e delle principesse mummificate. L’henné trovava così impiego anche nel processo di imbalsamazione.

Dall’epoca romana si assiste a una diffusione mediterranea di queste pratiche, anche se in epoca cattolica esse furono condannate da parte della chiesa che le legava al paganesimo; inoltre, per la sua colorazione rossa, l’henné venne subito associato alla dimensione diabolica e stregonesca e la cosmesi venne bandita come vanità lussuriosa.

Nonostante ciò, l’henné arrivò in Occidente attraverso gli scambi commerciali e predatori delle popolazioni, con le migrazioni e la via delle spezie.

Con il Novecento inizia un’altra storia che porterà la medicina e la cosmesi verso la contemporaneità: quando Franz Ströher, a fine Ottocento, sperimentò le prime tinture per capelli e fondò l’azienda Wella, fu poi la volta del chimico Eugène Schueller che nel 1907 brevettò le tinture per capelli e fondò l’azienda l’Oréal, aprendo la strada a un commercio globale.

Tuttavia, con gli anni Settanta del Novecento, una nuova sensibilità new-age ha riportato in auge nell’Occidente la pratica dell’henné, specie tra le donne hippy, impegnate in una rivalutazione delle tecniche naturali e dei saperi tradizionali delle donne, compreso quello medico e cosmetico.

Oggi una recente sensibilità eco-bio è in corso, almeno dagli anni 2000, per effetto di teorie che pongono nuova attenzione all’impatto ambientale e alla consapevolezza dei danni della chimica (dato l’aumento delle allergie e dei tumori).

Per tali ragioni, nell’ottica di una più attenta sensibilità agli stili di vita sostenibili, in Occidente le donne hanno ricominciato a usare l’henné e ad oggi le aziende che offrono prodotti e polveri per questa bellezza “fai da te” sono in aumento, specie su internet, piattaforma che permette di saltare la grande distribuzione, ancora monopolio delle aziende chimiche.

I BENEFICI DELL’HENNÈ

  • Non decolora i capelli
  • Ispessisce e volumizza
  • Rinforza e dona maggiore resistenza agli agenti esterni
  • Disciplina e dona lucentezza
  • Riduce il crespo
  • Contrasta la formazione delle doppie punte
  • Sebo normalizzante naturale
  • Antiforfora
  • Conferisce ai capelli un colore molto naturale e ricco di sfumature
  • Dà forza e spessore ai capelli, quindi è indicato soprattutto per chi ha i capelli fini o sfibrati
  • La durata della tinta è di circa tre mesi. Scompare in maniera graduale, quindi non si notano bruschi cambiamenti di colore.
  • Può essere usato con la frequenza che si desidera.
  • Non presenta controindicazioni se è utilizzato puro.

MECCANISMO D’AZIONE

A differenza delle tinte chimiche, l’henné e le erbe tintorie non penetrano nel capello sottraendo melanina, ma lo avvolgono, ed è per questo motivo che sono capaci di irrobustirlo, renderlo lucido e corposo.

La molecola del lawsone è un acido tanninico che non si lega con la melanina (cioè la pigmentazione) del capello, come fanno invece le tinture chimiche. Per interagire con la melanina che si trova negli strati profondi del capello si deve usare un pH basico, capace di aprire le squame del fusto e farvi entrare la colorazione artificiale delle tinture chimiche. Questa apertura continua delle squame, alla lunga altera sia la struttura esterna che quella interna del fusto, rovinando i capelli visibilmente. Le squame rimangono spesso aperte e danneggiate, specie se si esegue il decapaggio, in cui si altera la melanina portandola anche fino al bianco per poi colorarla della nuance desiderata. I capelli in questo modo diventano simili a stoppa, fragili e spenti. Il decapaggio è l’unico modo per ottenere varie tonalità di colore del capello, ma è un trattamento molto aggressivo che condivide con le tinte l’uso di ammoniaca e di perossido di idrogeno, altamente irritanti e corrosivi.

Il lawsone invece si lega alle proteine del capello (cheratina) e non rovina la chioma, ma è presente solo nell’uno o due per cento dentro la pianta di lawsonia: va quindi aiutato a sprigionare le sue potenzialità. Il succo di limone, acido ma non corrosivo su pelle e capelli, aiuta il lawsone a effettuare la reazione di idrolisi acida, avviene sì anche con la semplice acqua, ma in maniera minore e necessita di  tempo (ossidazione). Il limone-aceto serve inoltre a rendere più accessibile la cheratina al legamento col lawsone, attraverso la cosiddetta Reazione di Michael. L’acidità della molecola del lawsone con limone chiude le squame, il che contribuisce a fissare il colore e a rendere lucido il capello.

IL COLORE

Non esiste un henné nero, castano o biondo: l’henné è naturalmente rosso e tutte le altre tonalità vengono create mescolando in diverse percentuali alcune erbe tintorie di cui vi parlerò nelle prossime recensioni. L’indigo, il mallo, la cassia, la robbia , il rabarbaro e la camomilla per esempio, sono tutte erbe usate pure, o in un mix, per raggiungere diverse nuance di colore.

Queste miscele possono essere comprate già pronte in negozio (fatte ad hoc per la cliente dagli erboristi preparatori) o già confezionate da parte di alcune marche della grande distribuzione.

È molto importante leggere sempre tutti gli ingredienti scritti sull’etichetta del prodotto e saperli riconoscere senza farsi ingannare!

Ovviamente anche a casa è possibile sbizzarrirsi e usare la fantasia per provare diverse miscele: bisogna provare e trovare il mix adatto alla propria chioma!

HENNÉ CALDO E HENNÉ FREDDO

Le caratteristiche dell’henné dipendono in particolar modo dal contenuto del lawsone, molecola colorante presente nelle foglie della lawsonia inermis: più alto sarà il contenuto di lawsone più l’henné sarà in grado di tingere i capelli. La quantità di lawsone è a sua volta dipendente da una molteplicità di fattori, fra i quali:

  • Il luogo in cui è coltivata: le caratteristiche del suolo influenzano le caratteristiche della pianta. Ecco che è possibile distinguere due tipologie di henné: caldi  e freddi. Tendenzialmente gli henné caldi sono quelli nordafricani (il più famoso è l’henné TAZARINE). Quelli freddi sono asiatici (ZARQA, MDH e MEHANDI)
  • Il periodo di raccolta: le foglie raccolte al termine di una stagione calda e secca avranno una quantità di lawsone maggiore rispetto a quelle raccolte dopo una stagione più fresca e piovosa.
  • L’età delle foglie: le foglie più giovani contengono più lawsone.

N.B. IL PICRAMATO DI SODIO (sodium picramate)

Il picramato di sodio è un colorante sintetico che spesso viene aggiunto all’henné con lo scopo di ottenere una colorazione più intensa in tempi molto brevi. Risulta tossico se presente in percentuale superiore allo 0.2%; tuttavia, negli henné in commercio nell’Unione Europea, la percentuale è rispettosa dei limiti imposti dalla legge. È opportuno però ricordare che questo colorante può causare sensibilizzazione e allergia; pertanto va evitato se si sceglie di utilizzare prodotti esclusivamente naturali.

Quale consiglio di acquistare?

Henné caldi: Tazarine e Henné Rosso caldo Le Erbe di Janas 

Henné freddi: ZARQA, MDH, MEHANDI e Henné Rosso freddo Le Erbe di Janas

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